lunedì 5 gennaio 2026

Si può affermare che questa è merda fetente?

Si può affermare che questo incensare un personaggio divisivo, arrivista, con alle spalle comportamenti degeneri, è una espressione di un degrado sociale innarrestabile? Si può affermare che questo utilizzo di iperboli per coprire la realtà, rappresenta il degrado intellettivo e morale di chi le fa e di chi le promuove? Si può affermare che accettare con contentezza acritica queste espressioni sottoculturali è indice di un confondimento cognitivo diffuso su troppa parte della nostra società? Si può affermare che imporre questo racconto distorto è già una delinquenza morale? Si può affermare che tutto questo è merda fetente? (chiaramente in senso figurato) Beh, diceva De André "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori". Speriamo che qualcosa, da tutto questo degrado, nel futuro nasca... Tocca constatare che al momento non si sono rilevati elementi e movimenti di contrasto a questo degrado. La società è rimasta inerme e obnubilata.

lunedì 22 dicembre 2025

LA FAMIGLIA TRADIZIONALE FRIULANA

Ecco la Famiglia Tradizionale da prendere a riferimento, la Famiglia del "Figlio del Friuli". Posto che Cerno può fare quello che vuole e che personalmente non vedo limiti nella definizione di cosa sia famiglia, chiederei maggiore coerenza nei partiti che impongono limiti alla libertà amorosa altrui. Non è possibile chiedere e imporre ad altri dei modelli che poi non vengono seguiti da chi si assurge a giudicatore e censore degli altri. Non è possibile essere paladini della famiglia tradizionale e poi imporci questa cosa qua che sembra olio di ricino. E magari pretendere che si stia pure zitti!

domenica 21 dicembre 2025

Tommaso Cerno e la droga in casa: "La ordinava il mio ex, non sapevo nulla"

https://tg24.sky.it/roma/2022/02/16/senatore-tommaso-cerno-droga-stupro
Il senatore Tommaso Cerno e la droga in casa: "La ordinava il mio ex, non sapevo nulla" L’esponente del Pd non è indagato, ma viene citato nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche la sorella di Ornella Muti. Inoltre, ha collaborato subito con i carabinieri Quattro consegne di cocaina tra settembre e ottobre del 2019 presso la sua abitazione. Quantitativi imprecisati, con l’eccezione di un caso dove è stato appurato il controvalore della merce, pari cioè a 930 euro. Tommaso Cerno, senatore del Pd non indagato, viene citato nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche la sorella di Ornella Muti, Claudia Rivelli, 71 anni. La notizia è riportata da diversi giornali, tra cui il Corriere della Sera. La posizione del senatore Il quotidiano milanese ricostruisce la posizione di Cerno, che compare come presunto cliente della cosiddetta “famiglia romana”, nome d’arte del duo Danny Beccaria e Clarissa Capone. Proprio quest’ultima effettua le consegne a domicilio presso l’abitazione del senatore, che non figura però come acquirente diretto bensì con il tramite di un altro soggetto identificato. A Cerno si è risaliti dall’indirizzo della consegna e dal telefono del suo ragazzo di allora che ha materialmente effettuato le ordinazioni, dicendo che erano anche a nome suo. I due pusher riscontrati nelle indagini non hanno mai svelato l’identità di Cerno negli interrogatori, mentre nelle intercettazioni dei carabinieri del Nas, coordinati dal pm Giulia Guccione e dall’aggiunto Giovanni Conzo, figurava come “il politico” o “il senatore”. Cerno: “Non ne sapevo nulla, mai avuto rapporti con i pusher” Secca la posizione di Cerno: “Sapevo tutto di questa vicenda rispetto alla quale sono completamente estraneo e ho collaborato subito con i carabinieri. All’epoca ero fidanzato con un ragazzo che aveva dei problemi. Evidentemente quando non ero a casa ha ricevuto gli spacciatori presso la mia abitazione per farsi consegnare cocaina. Io non ne sapevo nulla, né ho mai avuto rapporti con nessuno di loro. Quando mi hanno avvisato, i carabinieri mi hanno anche detto di informarli se ci fossero stati problemi, ma nessuno mi ha mai avvicinato. Ho voluto bene a questa persona e sono molto dispiaciuto per lui anche se la nostra storia è finita da tempo”. L’operazione del 2019 Trentanove in totale le persone arrestate nell’ottobre 2019, cinque già mandate a processo con rito immediato, a cui se ne sono aggiunte altre trenta sei giorni fa, dopo la chiusura delle indagini da parte della procura. Come avveniva a casa di Tommaso Cerno, le consegne avvenivano a domicilio anche nel periodo di lockdown. Ma i centri di spaccio erano anche alcuni locali della “Roma bene”. Lo spaccio di droga La sostanza più richiesta era la cosiddetta “droga dello stupro”, facilmente confondibile con altri liquidi cambiandone l’involucro. Un espedente usato anche da Rivelli, che la smistava al figlio a Londra camuffandola da shampoo (indizio di rilievo, secondo gli inquirenti, a carico dell’ex attrice). Coinvolti anche vigili urbani, funzionari di banca e dell’Agenzia regionale delle case popolari, un alto ufficiale dell’esercito che riceveva le consegne in caserma. Nelle indagini i Nas hanno individuato e registrato 16 nuove sostanze mai giunte prima in Italia. https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/02/16/news/droga_stupro_tommaso_cerno_inchiesta-337899123/ Droga dello stupro, svolta nell'inchiesta: si indaga su due morti. Il senatore Cerno tra i clienti

NO A CERNO IL PREMIO EPIFANIA

Assegnare il Premio Epifania a Tommaso Cerno rappresenta tutta la deriva della nostra società verso un degrado culturale e sociale irreversibile. L'amministrazione tarcentina invece di dare una sterzata utilizzando modelli positivi, innalza a degna di premio una persona che rappresenta un modello degenere da moltissimi punti di vista. Tommaso Cerno rappresenta l'arrivismo a scapito dell'etica e del lavoro, l'immoralità a servizio del potere, la ferocia dialettica utilizzata per demolire gli altri, per il mero tornaconto personale e della fazione da cui viene sostenuto in quel momento. Cerno è un voltagabbana imperituro e impenitente, che fa della sua ferocia giornalistica la cifra stilistica attraverso la quale colpisce l'avversario designato di volta in volta da chi lo assolda. Cerno non può essere considerato un punto di riferimento, un "figlio del Friuli", come dice l'assessore regionale Barbara Zilli, perché il suo messaggio è un messaggio DIVISIVO. La scelta stessa su Cerno è DIVISIVA. Cerno ha cambiato partiti e casacche di continuo. Fomenta l'odio. E l'amministrazione Tarcentina ancora una volta gratifica gli amici degli amici, consegnando un premio per garantirsi favori presenti e futuri. Clientelismo culturale in funzione di favori politici futuri. Questa amministrazione comunale che, dai partiti di riferimento con i quali sono stati eletti, promuove la Famiglia Tradizionale, con questa scelta dimostra che questa etica vale per gli altri e mai per loro. Quindi esprimiamo questa contrarietà perché si deve sapere che non tutti sono d'accordo di questa situazione.

domenica 1 novembre 2015

L’Assessorato alla Sottocultura


Stamattina mi sono recato a Villa Moretti per vedere la mostra “dimensioni dell’arte” che è stata ampiamente pubblicizzata. Purtroppo, mi è stato impossibile dare un giudizio visto che i cancelli erano chiusi. Eppure sono andato in orario di apertura e c’era anche un signore di Roma che ha chiesto a me delucidazioni su come entrare. Io chiaramente, non ho potuto dare una risposta.

Rientrando, comunque in una magnifica giornata di sole, mi sono chiesto: cosa ci troviamo dopo quattro anni e mezzo di attività di questo assessorato? Se l’assessorato ai lavori pubblici fa costruire una strada o fa costruire un ponte, le opere si vedono, sono tangibili, con i loro pregi e i loro difetti. Ma anche i soldi spesi da un assessorato alla cultura possono essere valutati in termini pratici. E allora mi chiedo, quale è il progetto di fondo dell’attività culturale dall’assessorato alla cultura di Tarcento? Dove sono le strutture intellettive e mentali proposte per la gente di questo territorio? Quale è il legame delle quattro mostre messe in piedi rispetto alle difficoltà della vita e delle esigenze della gente?

Quello che mi preoccupa è che questo modo proposto di approcciare la realtà, assolutamente sganciato dall’affanno che la maggior parte della popolazione si trova ad affrontare ogni giorno, sia un ulteriore fardello che questa terra deve sopportare, nonostante l’estremo bisogno di un cambiamento di passo.

La colpa grave, oltre a continuare a distogliere risorse pubbliche per attività futili, è che le idee dei giovani sono lasciate marcire. Le avanguardie non ci sono. Il futuro non è presente e non è contemplato. E nel contempo, non c’è una modulazione dell’offerta e nemmeno una proposta culturale che investa tutta la popolazione nella sua interezza. Quindi, se vogliamo andare a vedere anche dall’altra parte e non solo concentrarsi sull’incapacità di captare le esigenze dei giovani, racconto che mi sono ritrovato alla apertura dell’anno accademico dell’Università della Terza Età del Tarcentino dove non c’era nessun rappresentante dell’amministrazione comunale, nessun rappresentante del consiglio e men che meno dell’assessore alla cultura!

Ci troviamo quindi, con questo assessorato, di fronte all’espressione di una cultura di parte, ma nemmeno elitaria. Non abbiamo punte di cultura che ci aprano gli occhi su diversi scenari (economico, industriale, storico, letterario, scientifico, giuridico, turistico-alimentare). Se nell’amministrazione precedente l’assessorato alla cultura era stato praticamente chiuso, per manifesta incapacità e di ruolo non confacente dell’assessore, ora siamo giunti alla post-ricolonizzazione delle strutture pubbliche per fare attività da circolo privato. Di livello nemmeno dopolavorista.

Questo assessorato, è l’espressione della gerontocrazia, male tutto italiano. Dove non solo gli anziani sono andati in pensione piuttosto giovani, ma hanno alle volte delle pensioni più alte degli stipendi della popolazione attiva lavoratrice. Una distorsione malefica che renderà la vecchiaia difficilissima a chi la dovrà affrontare tra 10, 20 o 30 anni. E le cui conseguenze le vediamo già ora nella popolazione con esodati, disoccupati 40-50enni, cassaintegrati, eccetera eccetera. Ad esempio, l’assessorato, invece di organizzare mostre per far appendere i quadri all’assessore al bilancio, dovrebbe organizzare corsi ed attività per recuperare queste professionalità o per stimolare di più quelle di giovani che sono disoccupati mantenuti a casa dai genitori, senza un futuro, a vent’anni!

Ma il punto è che essendosi impossessati anche dei gangli culturali, aggrappatisi come cozze allo scoglio, questa pseudo classe dirigente, ci destina a subire anche una insipida e velleitaria espressione intellettiva. Che è pure volgare quando si vezzeggia con i soldi di tutti di risultati inesistenti. Vedasi a tal proposito la serata di premiazione di Cappello a Tarcento: una passerella avulsa dal contesto sociale e produttivo tarcentino che è finita in niente. Visto che poi a Cappello si sono fornite altre passerelle, tutte pagate con i contributi pubblici, dove i sorrisi e le lodi si sprecavano, a scapito di tutti quelli che a lavorare ci devono andare veramente. A Tarcento le serate sarebbero dovute andare in tutt’altra direzione!

Questo assessorato quindi si caratterizza non per proposta culturale ma appunto per sottocultura e clientelismo culturale, se non alle volte anche familistico. Passerelle fatte fare agli amici, perché tali. Sottocultura stantia, che non sa di naftalina, ma proprio di muffa, di marcio. Ci fa perdere occasioni perché bloccati su ideologie di 50 anni fa.

E il sindaco? “Bire e Balon”! Queste sono altre forme di sottocultura, che vanno bene per la domenica, ma gli altri giorni della settimana servirebbe qualcosina in più, in attesa della prossima beatificazione di Cappello a spese dei contribuenti.
 
Andrea Meneghetti

giovedì 12 dicembre 2013

MANIFESTAZIONE - MANDATE A DIRE ALL'IMPERATORE!



Manifesteremo contro lo sperpero delle risorse pubbliche, contro il clientelismo e le forme ostentate della falsa cultura:

VENERDI’ 13 DICEMBRE 2013
DALLE ORE 19:30
FUORI DELL’AUDITORIUM DELLE SCUOLE MEDIE

lunedì 9 dicembre 2013

MANDATE A DIRE ALL’IMPERATORE



MANDATE A DIRE ALL’IMPERATORE

Mandate a dire all’imperatore che il mondo è cambiato,
mandategli a dire che lui non ci rappresenta più,
mandategli a dire che il mondo sul quale si è arroccato si sta sfaldando.

Mandate a dire all’imperatore che la sua cultura dozzinale è morta;
mandategli a dire che la sua cultura senza congiuntivi è scarsa in partenza, perché è una cultura che non produce ricchezza in quanto settaria e distorta nei contenuti;
mandategli a dire che la sua cultura è stata un vezzo per provare a distinguersi, ma che invece ci ha rinchiuso in un ghetto di povertà;
mandategli a dire che purtroppo questa sua idea di cultura non lascia tracce indelebili, ma anzi toglie forza all’espressione delle avanguardie.

Mandate a dire all’imperatore che i diritti di cui si riempie la bocca sono anche quelli degli altri;
mandategli a dire che quando prende voti turlupinando i giovani dicendo che gli darà spazi, deve ricordarsi che i giovani non sono soltanto i suoi di figli e quelli della sua congrega;
mandategli a dire che farsi paladino della Pace sulla carta e autoimporsi come tale nelle istituzioni pubbliche significa anche il rispetto degli altri e delle altrui idee;
mandategli a dire che quando nelle campagne elettorali per racimolare voti usa come vessillo "la difesa delle donne contro le forme di violenza", deve davvero rispettare la differenza di genere, dandogli spazi e non offendendole in maniera greve e volgare per eliminarle politicamente.

Mandate a dire all’imperatore che il sistema clientelare dei sui amici e delle sue poltrone non si sostiene più economicamente;
mandategli a dire che la tecnica dell’impallinamento delle persone con qualità ma che potevano anche criticarlo non ha portato giovamento alcuno;
mandategli a dire che essersi creato una schiera di collaboranti nani dal punto di vista culturale e intellettivo, ha manifestato apertamente tutte le sue carenze e ci ha lasciato tutti più poveri.

Mandate a dire all’imperatore che non gli pagheremo più la pensione e che non vorremmo più pagare le prebende sue e dei suoi amici;
mandategli a dire che anche lui ha reso questa Italia invivibile e clientelare;
mandategli a dire che per noi può crollare tutto definitivamente e che questo cambiamento si porti via anche lui.

Andrea Meneghetti

domenica 2 giugno 2013

CAPIRE LA POLITICA E IL DEGRADO FRIULANO ATTRAVERSO L’ANALISI DELLA NOMINA AD ASSESSORE DI GABRIELE GIACOMINI AL COMUNE DI UDINE

Convegno di protesta per una nuova politica locale, per evitare che un giorno non si debba finire a dover chiedere a questi miseri soggetti favori con il cappello in mano! Perché con la povertà (economica e culturale) che questi portano avanti saremo costretti a chiedere favori per sopravvivere!

LOCANDINA CONVEGNO

“CAPIRE LA POLITICA E IL DEGRADO FRIULANO ATTRAVERSO L’ANALISI DELLA NOMINA AD ASSESSORE DI GABRIELE GIACOMINI AL COMUNE DI UDINE”
Retrospettiva politica svelatrice delle trame arroganti del centrosinistra friulano nel contesto degradato e depresso della regione Friuli Venezia Giulia
Venerdì 14 Giugno ore 18:30
Sala degli affreschi, Via Mantica, 29 - UDINE

domenica 21 aprile 2013

UPIM: UDINE, PREOCCUPANTEMENTE INSIGNIFICANTE E MEDIOCRE

 Clicca sul link qua sotto e verrai mandato all'articolo!


dal sito gemello quiudinelibera

sabato 4 agosto 2012

Perchè a Tarcento...

Perchè a Tarcento,

di ‘sti periodi,

è tutto un calar di brache!



Sarà l'estate che porta frivolezza

o una società senza criterio

ma la promiscuità degli interessi

che in questa cittadina si osservano,

rendono la disillusione reale.



Istituzioni religiose che hanno oramai abbandonato i fedeli,

si fanno sentire per la conquista delle agognate posizioni,

tacendo però la deriva morale della cittadinanza.



Istituzioni civili spogliate dello spirito volontario,

confondono i ruoli clientelari con gli obiettivi pubblici,

trovando nelle loro azioni possibilità di mercéde, vantaggio o futura utilità.



E i singoli che potrebbero esprimere il lor pensiero,

preferiscono adeguarsi alle altrui scelte

nascondendosi o godendo dei poveri frutti personali ricavati.



A coloro che con uno slancio di dignità,

non hanno accettano la circostanza,

è fatto in qualche modo sapere che è meglio lo facciano con rassegnazione.



Non rimane che attestare,

che a Tarcento di ‘sti periodi,

è tutto un calar di brache!





< Se conclusioni si possono trarre, mi sembra si debba dire che dobbiamo conoscere molto di più sulle "norme" che quotidianamente regolano la vita economica (e sociale, NdR) corrente a tutti i livelli e come queste si pongono in rapporto al diritto ufficiale. > testo tratto da Costituzione fascista e governo dell'economia: alcuni riscontri in Friuli.

domenica 22 luglio 2012

Sportcrazia, lavoro e tessera del pane

(Questo è un post che pubblico "in ritardo" per varie ragioni. Spero che comunque se ne possa apprezzare il significato intrinseco)



Ricordo quando Tollis al finire del mandato elettorale precedente, inveiva ed argomentava contro l’eccessiva invadenza delle attività sportive a discapito dello spazio dedicato alla cultura, sia nelle spese di investimento comunali (palestre, campi di varie discipline eccetera) che sulle scelte rispetto al tempo scolastico e tempo libero dei ragazzini.



Per quanto mi riguarda, quello che mi ha sempre preoccupato è che la gente possa fare sport attivo piuttosto che andare a vedere altri giocare e che le strutture pubbliche risultino utilizzate da tutti e non usate da pochi “eletti” e gestite in modo troppo familistico (non sto nemmeno a ricordare che quando ero più giovane e facevo gare podistiche, non ci veniva permesso nemmeno entrare a fare qualche giro di pista al Toffoletti se non eri “accompagnato” da un amico degli amici che era parente di… e non voglio fare nomi).



Al momento non so neanche se per i ragazzi e le persone non inquadrate in qualche società sportiva, ci siano degli spazi comuni e liberi per sfogarsi.



Quando l’altro giorno, però, mi è arrivato addirittura un SMS sul cellulare che mi avvisava che c’erano a disposizione le “figurine e l’album dei giocatori delle squadre del territorio” sono trasecolato. Mandare quegli Sms costa soldi pubblici ed il servizio non nasceva (credo e spero) per pubblicizzare un evento talmente sciocco. E’ chiaro che per una questione di vanità e forse di sponsorizzazioni alle società sportive va bene un’azione del genere, ma a mio avviso è una cosa completamente fuori dai compiti di una amministrazione comunale.



A meno che, tramite quest’attività, non ci sia la possibilità di aumentare il proprio consenso politico, che però viene fatto con i soldi dei contribuenti e ciò non va per niente bene.



Poi vieni a sapere che intorno alle società sportive del Tarcentino, ma soprattutto della squadra di calcio Tarcentina, gira tutta una struttura di consensi elettorali e visto che alcune persone che frequentano la società lavorano anche per il Comune, non vorrei che si creasse un meccanismo della tessera della società sportiva, come una moderna “tessera del pane”. Del resto con il nuovo regolamento di affidamento diretto (senza gara d’appalto) fino a 40 mila euro (+ I.V.A.) non è più necessario fare una gara per assegnare un lavoro a chi si desidera.



E il Sindaco Cossa si permette di offendere l’umiltà e il lavoro manuale fatto dal sottoscritto che di “tessere del pane” non ne ha mai sottoscritte (vedere la risposta che mi da a questo post).



Ed ecco che facilmente si passa dalla democrazia (parola di cui molti si riempiono la bocca) alla “Sportcrazia” con buona pace dell’assessore alla Cultura Tollis.



Andrea Meneghetti

Spoil System a Tarcento

Anche a Tarcento, come dovunque, si vedono avvicendamenti che rientrano nel solco dello Spoil System: Leggi articolo del Messaggero Veneto sul CdA dell'Opera Pia Coianiz. Una pratica dal dubbio valore etico che personalmente ritengo debba essere ridotta ai minimi termini in qualsiasi contesto politico-istituzionale.

Nel segno della continuità gerontocratica (del resto si parla di casa di riposo) e clientelare, quindi, anche a Tarcento si scelgono per le cariche di nomina comunale persone legate alla fazione della coalizione vincente.

Quello che fa sorridere è come il Sindaco cerchi di "indorare la pillola" con frasi che tentano di giustificare delle nomine che non hanno niente a che fare con il "Merit System" e che palesano l'estraneità dei due personaggi nominati al nuovo ruolo. Eppoi, se ringrazia tanto «i consiglieri uscenti che hanno dimostrato impegno e capacità nel loro operato di questi cinque anni», serviva davvero cambiarli? Solo se non avessero dimostrato capacità sarebbero stati da sostituire! La situazione è quindi ridicola ed esilarante.

Chiaramente le nomine sono dei contentini di gratificazione perchè le caratteristiche di selezione declamate dal Sindaco, appartengono a moltissime persone all'interno della cittadinanza tarcentina; certo all'interno della cittadinanza non tutti sono del "giro fraterno" dell'Assessore Tollis o votanti in Consiglio Comunale.

Quindi è del tutto normale (anche se forse non giusto) che le cose vadano così, anche in una coalizione che millantava il dialogo e la condivisione delle decisioni.

Andrea Meneghetti

sabato 12 maggio 2012

Barzellette Tarcentine

Un candidato sindaco durante un comizio elettorale dice in friulano: "... scusait s'o dopri une peraule ingles, ma il leitmotiv, de campagne elettoral dei nestris aversaris a l'è stat....".
Alla fine del comizio, un candidato consigliere che gli era seduto in parte, timidamente, fa notare al candidato sindaco che leitmotiv è una parola tedesca, per non incorrere in future brutte figure.
Al che un altro candidato, con disprezzo, dice al primo: "Non vorrai mica contraddire il tuo candidato sindaco!". Questo secondo candidato è diventato il vice-sindaco.

giovedì 10 maggio 2012

Guardare a Tricesimo per capire Tarcento



Dopo le elezioni a Tricesimo e visto come si sono svolte, possiamo capire molto meglio ciò che è accaduto un anno fa a Tarcento nell'ambito della coalizione del centro-sinistra.



In poche parole questo è quello che successo in entrambi i comuni: il consigliere regionale Baiutti ha lavorato in modo da mettere i suoi uomini, figli della diaspora socialista, nei comuni dove poteva esercitare la sua influenza.



Non capivo, durante il periodo elettorale del 2011, perchè c'era continuamente il richiamo di questo nome, il bloccarsi sulle decisioni per parlarvici prima, avere la sua presenza a qualche comizio elettorale.



Dopo il disastro di Tricesimo (del quale dobbiamo imputare la colpa proprio a Baiutti) si capisce che anche a Tarcento si sia rischiata la debacle e che solo la lungimiranza di Walter Tomada, di una parte del PD e anche nostra (scusate la modestia) ha consentito che non vi fosse una spaccatura. Tutti gli altri hanno partecipato per interessi personali e non di unità.



Nonostante tutto Tomada ha dovuto pagare dazio e noi, per quanto ci riguarda abbiamo dovuto seguire una linea difficile ma con l'obiettivo di mantenere l'unione del tavolo, proprio memori della strada tracciata dallo stesso Tomada anche se si sono dovute accettare situazioni al limite del ridicolo da un lato e di offesa dall'altro. Per fortuna il tempo sarà galantuomo e alcune traccie sono ancora presenti su internet come monito (vedi unitipertarcento.blogspot.com) ed altre sono passate per le caselle e-mail dei candidati della coalizione.



Col senno di poi, la scelta ha pagato, perchè fatte le somme dei voti, la spaccatura in seno al centro sinistra Morenico, ha soltanto fatto vincere una destra stanca con le stesse percentuali che ha raccolto l'anno scorso a Tarcento. Chissà se qualcuno presenterà mai il conto a Baiutti del disastro combinato e a questo punto bisogna guardare in casa PD se ci sarà la forza di far regolarizzare una situazione insostenibile che fa rimanere indietro il Friuli in termini di alleanze e di ricambio dirigenziale, dove si sconta anche il fatto che in questa regione c'è ancora troppo tradizionalismo e paura per il futuro.



Ora rimane da capire qual'è il disegno dietro a tutto ciò o meglio, chi c'è dietro Baiutti, qualcuno parla di Saro, ma io non posso confermare visto che mi tengo ben fuori dai salotti “buoni” di destra e di sinistra e non ho nemmeno intenzione di entrarvici.



Come ultima considerazione ricordo che quando Cossa latrava ai quattro venti la sua NON appartenenza politica, ci lasciava intravvedere il collare e la catena alla quale era legato; ora invece al diradarsi delle nebbie strategiche intravvediamo finalmente anche la faccia del padrone e le sue intenzioni.



Andrea Meneghetti

martedì 21 febbraio 2012

La cortese e celere risposta del Sindaco Celio Cossa

Cari Andrea e Gelmina, quanto chiedete corrisponde al vero e si tratta di un adeguamento alle legge nazionale.

La legge attribuisce la possibilità di ricorrere all'affidamento diretto al responsabile del procedimento, alias un tecnico e non un politico. Si tratta di procedure che prevedono una preventiva indagine di mercato e che spettano esclusivamente al responsabile dell’ufficio, il politico non puo’ mettere becco.

Non si apre alcun spazio quindi a clientelismi e favoritismi in funzione di consensi politici e personali.

A tal proposito continuerò ad assicurare e garantire il mio impegno personale, della giunta e di tutta la maggioranza per una conduzione sempre trasparente ed imparziale delle scelte amministrative e per una precisa e corretta vigilanza sull’operato degli uffici.

La legge, e le richieste degli uffici per adeguarsi ad essa, vanno nel senso di una maggior velocita’ ed efficienza dei lavori, almeno di quelli di piccolo importo. La procedura di affidamento diretto è notevolmente piu’ veloce, fa risparmiare molto tempo e passaggi burocratici e conseguentemente rende l’amministrazione piu’ efficiente ed efficace.

Queste sono le motivazioni che ci hanno indotto ad adeguarci alla legge.

Mandi

Celio Cossa

lunedì 20 febbraio 2012

URGENTE: richiesta di chiarimento


Con la presente richiediamo formalmente a tutta la coalizione se risulta a verità la notizia che l'Amministrazione Comunale avrebbe alzato a 40 mila euro più I.V.A. gli importi degli affidi diretti (cioè senza gara d'appalto).

Già la prima azione di alzarla a 20 mila euro ci aveva lasciati alquanto basiti e dubbiosi sulle reali motivazioni ma se questo fosse vero ci dissoceremo formalmente e pubblicamente da un atto che non ci trova per nulla contenti perché crea lo spazio a clientelismi e favoritismi, anche in funzione di consensi politici e personali.

Un atto che va contro qualsiasi buon senso e non favorisce il buon governo per il rischio di mancata trasparenza nelle decisioni economiche comunali in un periodo politico che invece ne ha estremamente bisogno.

Rimaniamo quindi in attesa di un celere chiarimento che contempli anche le motivazioni che hanno portato a questa decisione.

Andrea Meneghetti
Genni Fantig

Italia dei Valori - Tarcento

sabato 11 febbraio 2012

I Tarpol: il gelo della politica

martedì 7 febbraio 2012

Emergenza abitativa: quando la coalizione Tarcentina ci snobbava

Leggendo questo articolo del Messaggero Veneto ho sospirato.

Infatti, quando prima delle elezioni, al tavolo per la creazione della coalizione di sinistra, avevamo proposto di mettere nel programma una azione per l'edilizia popolare indirizzato a giovani e famiglie recuperando le case vecchie e sfitte di Tarcento, siamo stati trattati come dei sognatori, delle persone che non sanno di cosa parlano.

La nostra idea partiva proprio dalla esigenza, toccata con mano, di edilizia residenziale ad un costo piu' accessibile.

Il nervosismo che si sentiva nei nostri confronti non capivo se nascesse dalla paura che gli si rubasse un cavallo di battaglia (ad un partito come S.e.l.) o perche' erano troppo interessati a spartirsi la torta e fare i loro interessi e queste intromissioni distoglievano dall'obiettivo ultimo.

Ad oggi non saprei rispondere a quella domanda ma sicuramente l'entusiasmo dell'inizio e' gia' finito e tutte le altre proposte rimarranno delle idee inascoltate.

Certo che poteva essere almeno un'idea per contrastare alcune criticita' del nostro territorio in questo periodo.

E' un peccato che si debba vivere aspettando...anche perche' allo stesso tavolo dicevano che era il momento di noi giovani e che ci avrebbero dato spazio. A furia di aspettare non siamo nemmeno piu' giovani. Ma il vero peccato e' che non ci siamo resi conto che ci stavano prendendo per il culo.

Andrea Meneghetti
(Italia dei Valori)

Gli amichetti del tarcentino e del collinare

Interessante questa notizia:
patron giro del Friuli organizza anche il giro della prostituzione

soprattutto perche' e' amico di vari personaggi della vita pubblica del tarcentino e del collinare in genere.

Fare nomi e' sgradevole oltre che fuori di luogo ma quando li risentirete parlare capirete molte piu' cose.

Andrea Meneghetti