domenica 6 febbraio 2011

UNA QUESTIONE MOLTO S...Pinosa LA CENTRALE A BIOMASSE A TARCENTO

Torniamo anche noi sulla questione della Centrale a Biomasse di Tarcento, quel progetto che ci ha fatto tanto discutere come cittadini e che ci ha fatti ritrovare coesi e partecipi, a prescindere dalla personale visione politica.
Il nostro gruppo non e' contro le forme di energia sostenibile, non e' contro l'innovazione, non e' contro lo sviluppo; il nostro gruppo e' contro le cose fatte male; e' contro i sotterfugi; e' contro i clientelismi di parte; e' contro chi fa i propri interessi a discapito di quelli di tutta la cittadinanza.
In poche parole noi, oltre al COSA viene fatto, siamo molto piu' attenti al COME viene fatto, perche' e' l'unico modo per garantire il benessere, la salute, l'uguaglianza e il rispetto dei cittadini.
E' chiaro che una centrale a biomasse potrebbe essere utile per un territorio come quello tarcentino, ma le scelte dell'ubicazione e della dimensione degli impianti devono essere necessariamente mediate da un dibattito fatto, tra l'altro, su piu' livelli: tecnico, amministrativo, di consultazione popolare.
Non considerare queste procedure, fondanti un corretto processo democratico delle decisioni comuni e' chiaro che faccia scattare del malcontento.
Una Amministrazione Comunale che ammetta che il progetto <<... era nato male e che era finito ancora peggio...>> non puo' sentirsi sollevata da alcuna responsabilita'; anzi, questa ammissione di colpa la pone in una situazione di inadeguatezza palese a condurre la municipalita' e le scelte comuni.
Per un progetto cosi' importante, un'Amministrazione Comunale responsabile e trasparente, avrebbe dovuto mettere in campo tutta una serie di pesi e contrappesi che garantissero di fare una procedura corretta sia nella sostanza che nella forma. Un bando di gara pubblico per la costruzione di un impianto di cosi' forte impatto; un team di esperti tecnici e autonomi che seguisse i lavori dell'azienda costruttrice; un team di controllo delle spese; una commissione di consulta popolare.
Tutto cio' perche' se e' vero che 1200 camini inquinano 200 volte piu' di una centrale a biomasse, una centrale a biomasse fuori controllo, mal progettata, costruita senza i giusti criteri, senza le giuste valutazioni di impatto, puo' dare dei danni irreversibili sulla salute dell'uomo, all'ambiente e alle casse comunali.
Sottovalutare e deridere le ansie della popolazione non e' un buon viatico per approcciare il futuro. Imporre decisioni e fare delle scelte in maniera superficiale, non garantisce il benessere della popolazione e neanche la condivisioni di quelle scelte.

Andrea Meneghetti
Referente per Italia dei Valori a Tarcento

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