sabato 11 febbraio 2012
giovedì 9 febbraio 2012
martedì 7 febbraio 2012
Emergenza abitativa: quando la coalizione Tarcentina ci snobbava
Leggendo questo articolo del Messaggero Veneto ho sospirato.
Infatti, quando prima delle elezioni, al tavolo per la creazione della coalizione di sinistra, avevamo proposto di mettere nel programma una azione per l'edilizia popolare indirizzato a giovani e famiglie recuperando le case vecchie e sfitte di Tarcento, siamo stati trattati come dei sognatori, delle persone che non sanno di cosa parlano.
La nostra idea partiva proprio dalla esigenza, toccata con mano, di edilizia residenziale ad un costo piu' accessibile.
Il nervosismo che si sentiva nei nostri confronti non capivo se nascesse dalla paura che gli si rubasse un cavallo di battaglia (ad un partito come S.e.l.) o perche' erano troppo interessati a spartirsi la torta e fare i loro interessi e queste intromissioni distoglievano dall'obiettivo ultimo.
Ad oggi non saprei rispondere a quella domanda ma sicuramente l'entusiasmo dell'inizio e' gia' finito e tutte le altre proposte rimarranno delle idee inascoltate.
Certo che poteva essere almeno un'idea per contrastare alcune criticita' del nostro territorio in questo periodo.
E' un peccato che si debba vivere aspettando...anche perche' allo stesso tavolo dicevano che era il momento di noi giovani e che ci avrebbero dato spazio. A furia di aspettare non siamo nemmeno piu' giovani. Ma il vero peccato e' che non ci siamo resi conto che ci stavano prendendo per il culo.
Andrea Meneghetti
(Italia dei Valori)
Infatti, quando prima delle elezioni, al tavolo per la creazione della coalizione di sinistra, avevamo proposto di mettere nel programma una azione per l'edilizia popolare indirizzato a giovani e famiglie recuperando le case vecchie e sfitte di Tarcento, siamo stati trattati come dei sognatori, delle persone che non sanno di cosa parlano.
La nostra idea partiva proprio dalla esigenza, toccata con mano, di edilizia residenziale ad un costo piu' accessibile.
Il nervosismo che si sentiva nei nostri confronti non capivo se nascesse dalla paura che gli si rubasse un cavallo di battaglia (ad un partito come S.e.l.) o perche' erano troppo interessati a spartirsi la torta e fare i loro interessi e queste intromissioni distoglievano dall'obiettivo ultimo.
Ad oggi non saprei rispondere a quella domanda ma sicuramente l'entusiasmo dell'inizio e' gia' finito e tutte le altre proposte rimarranno delle idee inascoltate.
Certo che poteva essere almeno un'idea per contrastare alcune criticita' del nostro territorio in questo periodo.
E' un peccato che si debba vivere aspettando...anche perche' allo stesso tavolo dicevano che era il momento di noi giovani e che ci avrebbero dato spazio. A furia di aspettare non siamo nemmeno piu' giovani. Ma il vero peccato e' che non ci siamo resi conto che ci stavano prendendo per il culo.
Andrea Meneghetti
(Italia dei Valori)
Gli amichetti del tarcentino e del collinare
Interessante questa notizia:
patron giro del Friuli organizza anche il giro della prostituzione
soprattutto perche' e' amico di vari personaggi della vita pubblica del tarcentino e del collinare in genere.
Fare nomi e' sgradevole oltre che fuori di luogo ma quando li risentirete parlare capirete molte piu' cose.
Andrea Meneghetti
patron giro del Friuli organizza anche il giro della prostituzione
soprattutto perche' e' amico di vari personaggi della vita pubblica del tarcentino e del collinare in genere.
Fare nomi e' sgradevole oltre che fuori di luogo ma quando li risentirete parlare capirete molte piu' cose.
Andrea Meneghetti
lunedì 30 gennaio 2012
mercoledì 25 gennaio 2012
Ci vorrebbe un Cappello – Di Natale
La mia non è una nostalgia per le passate festività natalizie ma bensì vuole essere una riflessione sul momento culturale che caratterizza la società friulana e più in generale quella italiana.
Oramai esprimere un pensiero è quasi impossibile nella nostra società, perché oltre a non esistere più gli spazi fisici nel quale trovarsi, non ci sono soprattutto gli spazi mentali delle persone. In altre parole, la gente è proprio incapace di fare dei ragionamenti sociali che vadano oltre al “mangiare-bere-figa-udinese-metallica” (o un qualsiasi altro artista che verrà ad esibirsi a Udine). Tabula rasa nelle menti, una tremenda apatia che si riscontra anche negli studenti universitari: quei quattro che ancora discutono fanno dei discorsi così superficiali e così poco strutturati che fanno quasi tenerezza ad essere ascoltati (perché loro almeno dicono qualcosa).
I nuovi filosofi sono i giocatori e gli allenatori di calcio. Se uno nel suo tempo libero va a guardare una partita non è una brutta cosa, ma impostare tutta la vita sociale intorno a questo sistema (non)-culturale è drammatico.
In questo quadro è da un po' che seguo l'evolversi della dinamica di promozione dell'attività per far ottenere al poeta Cappello i benefici della legge Bacchelli. I politici con fare benevolo, a parole sostengono questa azione, ma a me sembra che lo facciano poco convintamente e per un tornaconto di visibilità personale. Seppur con molti estimatori, poi, il gruppo di facebook ad oggi ha circa 1200 aderenti che non sembrano sufficienti a creare un movimento che si possa definire “importante”. Ma il tutto sembra andare su un binario di stanchezza, senza una consistente dimensione culturale della motivazione per la quale il beneficio dovrebbe essere dato e senza un riverbero sul territorio.
Allora viene da chiedersi se alla fine gli daranno questo beneficio perché, purtroppo per lui, è su una sedia a rotelle e non per una unanime condivisione delle sue capacità letterarie.
Per smuovere i friulani, per aumentare “l'appeal” a questa azione, ci vorrebbe quindi un Cappello – Di Natale. Cioè, purtroppo, per stimolare i friulani a sostenere i figli di cultura della propria terra, bisogna creare un personaggio, di bassa cultura, che sappia dare due calci al pallone. Vedreste allora, che risposta ci sarebbe. Dato che la Bacchelli può essere chiesta anche per gli sportivi, non stenterei a credere che ci sarebbe gente già in sciopero della fame se il beneficiario fosse un idolo del calcio bianconero.
Ed il pensiero più amaro che ho ora, è che questa terra se avesse un altro Pasolini, non se ne accorgerebbe nemmeno. E non se ne accorgerebbero nemmeno coloro che promuovono la Bacchelli per Cappello.
Andrea Meneghetti
Oramai esprimere un pensiero è quasi impossibile nella nostra società, perché oltre a non esistere più gli spazi fisici nel quale trovarsi, non ci sono soprattutto gli spazi mentali delle persone. In altre parole, la gente è proprio incapace di fare dei ragionamenti sociali che vadano oltre al “mangiare-bere-figa-udinese-metallica” (o un qualsiasi altro artista che verrà ad esibirsi a Udine). Tabula rasa nelle menti, una tremenda apatia che si riscontra anche negli studenti universitari: quei quattro che ancora discutono fanno dei discorsi così superficiali e così poco strutturati che fanno quasi tenerezza ad essere ascoltati (perché loro almeno dicono qualcosa).
I nuovi filosofi sono i giocatori e gli allenatori di calcio. Se uno nel suo tempo libero va a guardare una partita non è una brutta cosa, ma impostare tutta la vita sociale intorno a questo sistema (non)-culturale è drammatico.
In questo quadro è da un po' che seguo l'evolversi della dinamica di promozione dell'attività per far ottenere al poeta Cappello i benefici della legge Bacchelli. I politici con fare benevolo, a parole sostengono questa azione, ma a me sembra che lo facciano poco convintamente e per un tornaconto di visibilità personale. Seppur con molti estimatori, poi, il gruppo di facebook ad oggi ha circa 1200 aderenti che non sembrano sufficienti a creare un movimento che si possa definire “importante”. Ma il tutto sembra andare su un binario di stanchezza, senza una consistente dimensione culturale della motivazione per la quale il beneficio dovrebbe essere dato e senza un riverbero sul territorio.
Allora viene da chiedersi se alla fine gli daranno questo beneficio perché, purtroppo per lui, è su una sedia a rotelle e non per una unanime condivisione delle sue capacità letterarie.
Per smuovere i friulani, per aumentare “l'appeal” a questa azione, ci vorrebbe quindi un Cappello – Di Natale. Cioè, purtroppo, per stimolare i friulani a sostenere i figli di cultura della propria terra, bisogna creare un personaggio, di bassa cultura, che sappia dare due calci al pallone. Vedreste allora, che risposta ci sarebbe. Dato che la Bacchelli può essere chiesta anche per gli sportivi, non stenterei a credere che ci sarebbe gente già in sciopero della fame se il beneficiario fosse un idolo del calcio bianconero.
Ed il pensiero più amaro che ho ora, è che questa terra se avesse un altro Pasolini, non se ne accorgerebbe nemmeno. E non se ne accorgerebbero nemmeno coloro che promuovono la Bacchelli per Cappello.
Andrea Meneghetti
giovedì 19 gennaio 2012
Fontanini "Contile Juste": cui paial lis tos pajazadis?
Dal sito gemello "Quiudine libera":
http://quiudinelibera.blogspot.com/2012/01/fontanini-contile-juste-cui-paial-lis.html
http://quiudinelibera.blogspot.com/2012/01/fontanini-contile-juste-cui-paial-lis.html
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