lunedì 22 dicembre 2025
LA FAMIGLIA TRADIZIONALE FRIULANA
Ecco la Famiglia Tradizionale da prendere a riferimento, la Famiglia del "Figlio del Friuli".
Posto che Cerno può fare quello che vuole e che personalmente non vedo limiti nella definizione di cosa sia famiglia, chiederei maggiore coerenza nei partiti che impongono limiti alla libertà amorosa altrui.
Non è possibile chiedere e imporre ad altri dei modelli che poi non vengono seguiti da chi si assurge a giudicatore e censore degli altri. Non è possibile essere paladini della famiglia tradizionale e poi imporci questa cosa qua che sembra olio di ricino.
E magari pretendere che si stia pure zitti!
domenica 21 dicembre 2025
Tommaso Cerno e la droga in casa: "La ordinava il mio ex, non sapevo nulla"
https://tg24.sky.it/roma/2022/02/16/senatore-tommaso-cerno-droga-stupro
Il senatore Tommaso Cerno e la droga in casa: "La ordinava il mio ex, non sapevo nulla"
L’esponente del Pd non è indagato, ma viene citato nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche la sorella di Ornella Muti. Inoltre, ha collaborato subito con i carabinieri
Quattro consegne di cocaina tra settembre e ottobre del 2019 presso la sua abitazione. Quantitativi imprecisati, con l’eccezione di un caso dove è stato appurato il controvalore della merce, pari cioè a 930 euro. Tommaso Cerno, senatore del Pd non indagato, viene citato nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche la sorella di Ornella Muti, Claudia Rivelli, 71 anni. La notizia è riportata da diversi giornali, tra cui il Corriere della Sera.
La posizione del senatore
Il quotidiano milanese ricostruisce la posizione di Cerno, che compare come presunto cliente della cosiddetta “famiglia romana”, nome d’arte del duo Danny Beccaria e Clarissa Capone. Proprio quest’ultima effettua le consegne a domicilio presso l’abitazione del senatore, che non figura però come acquirente diretto bensì con il tramite di un altro soggetto identificato. A Cerno si è risaliti dall’indirizzo della consegna e dal telefono del suo ragazzo di allora che ha materialmente effettuato le ordinazioni, dicendo che erano anche a nome suo. I due pusher riscontrati nelle indagini non hanno mai svelato l’identità di Cerno negli interrogatori, mentre nelle intercettazioni dei carabinieri del Nas, coordinati dal pm Giulia Guccione e dall’aggiunto Giovanni Conzo, figurava come “il politico” o “il senatore”.
Cerno: “Non ne sapevo nulla, mai avuto rapporti con i pusher”
Secca la posizione di Cerno: “Sapevo tutto di questa vicenda rispetto alla quale sono completamente estraneo e ho collaborato subito con i carabinieri. All’epoca ero fidanzato con un ragazzo che aveva dei problemi. Evidentemente quando non ero a casa ha ricevuto gli spacciatori presso la mia abitazione per farsi consegnare cocaina. Io non ne sapevo nulla, né ho mai avuto rapporti con nessuno di loro. Quando mi hanno avvisato, i carabinieri mi hanno anche detto di informarli se ci fossero stati problemi, ma nessuno mi ha mai avvicinato. Ho voluto bene a questa persona e sono molto dispiaciuto per lui anche se la nostra storia è finita da tempo”.
L’operazione del 2019
Trentanove in totale le persone arrestate nell’ottobre 2019, cinque già mandate a processo con rito immediato, a cui se ne sono aggiunte altre trenta sei giorni fa, dopo la chiusura delle indagini da parte della procura. Come avveniva a casa di Tommaso Cerno, le consegne avvenivano a domicilio anche nel periodo di lockdown. Ma i centri di spaccio erano anche alcuni locali della “Roma bene”.
Lo spaccio di droga
La sostanza più richiesta era la cosiddetta “droga dello stupro”, facilmente confondibile con altri liquidi cambiandone l’involucro. Un espedente usato anche da Rivelli, che la smistava al figlio a Londra camuffandola da shampoo (indizio di rilievo, secondo gli inquirenti, a carico dell’ex attrice). Coinvolti anche vigili urbani, funzionari di banca e dell’Agenzia regionale delle case popolari, un alto ufficiale dell’esercito che riceveva le consegne in caserma. Nelle indagini i Nas hanno individuato e registrato 16 nuove sostanze mai giunte prima in Italia.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/02/16/news/droga_stupro_tommaso_cerno_inchiesta-337899123/
Droga dello stupro, svolta nell'inchiesta: si indaga su due morti. Il senatore Cerno tra i clienti
NO A CERNO IL PREMIO EPIFANIA
Assegnare il Premio Epifania a Tommaso Cerno rappresenta tutta la deriva della nostra società verso un degrado culturale e sociale irreversibile.
L'amministrazione tarcentina invece di dare una sterzata utilizzando modelli positivi, innalza a degna di premio una persona che rappresenta un modello degenere da moltissimi punti di vista.
Tommaso Cerno rappresenta l'arrivismo a scapito dell'etica e del lavoro, l'immoralità a servizio del potere, la ferocia dialettica utilizzata per demolire gli altri, per il mero tornaconto personale e della fazione da cui viene sostenuto in quel momento.
Cerno è un voltagabbana imperituro e impenitente, che fa della sua ferocia giornalistica la cifra stilistica attraverso la quale colpisce l'avversario designato di volta in volta da chi lo assolda.
Cerno non può essere considerato un punto di riferimento, un "figlio del Friuli", come dice l'assessore regionale Barbara Zilli, perché il suo messaggio è un messaggio DIVISIVO.
La scelta stessa su Cerno è DIVISIVA.
Cerno ha cambiato partiti e casacche di continuo. Fomenta l'odio. E l'amministrazione Tarcentina ancora una volta gratifica gli amici degli amici, consegnando un premio per garantirsi favori presenti e futuri. Clientelismo culturale in funzione di favori politici futuri.
Questa amministrazione comunale che, dai partiti di riferimento con i quali sono stati eletti, promuove la Famiglia Tradizionale, con questa scelta dimostra che questa etica vale per gli altri e mai per loro.
Quindi esprimiamo questa contrarietà perché si deve sapere che non tutti sono d'accordo di questa situazione.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


