lunedì 5 gennaio 2026
Si può affermare che questa è merda fetente?
Si può affermare che questo incensare un personaggio divisivo, arrivista, con alle spalle comportamenti degeneri, è una espressione di un degrado sociale innarrestabile?
Si può affermare che questo utilizzo di iperboli per coprire la realtà, rappresenta il degrado intellettivo e morale di chi le fa e di chi le promuove?
Si può affermare che accettare con contentezza acritica queste espressioni sottoculturali è indice di un confondimento cognitivo diffuso su troppa parte della nostra società?
Si può affermare che imporre questo racconto distorto è già una delinquenza morale?
Si può affermare che tutto questo è merda fetente? (chiaramente in senso figurato)
Beh, diceva De André "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori".
Speriamo che qualcosa, da tutto questo degrado, nel futuro nasca...
Tocca constatare che al momento non si sono rilevati elementi e movimenti di contrasto a questo degrado. La società è rimasta inerme e obnubilata.
lunedì 22 dicembre 2025
LA FAMIGLIA TRADIZIONALE FRIULANA
Ecco la Famiglia Tradizionale da prendere a riferimento, la Famiglia del "Figlio del Friuli".
Posto che Cerno può fare quello che vuole e che personalmente non vedo limiti nella definizione di cosa sia famiglia, chiederei maggiore coerenza nei partiti che impongono limiti alla libertà amorosa altrui.
Non è possibile chiedere e imporre ad altri dei modelli che poi non vengono seguiti da chi si assurge a giudicatore e censore degli altri. Non è possibile essere paladini della famiglia tradizionale e poi imporci questa cosa qua che sembra olio di ricino.
E magari pretendere che si stia pure zitti!
domenica 21 dicembre 2025
Tommaso Cerno e la droga in casa: "La ordinava il mio ex, non sapevo nulla"
https://tg24.sky.it/roma/2022/02/16/senatore-tommaso-cerno-droga-stupro
Il senatore Tommaso Cerno e la droga in casa: "La ordinava il mio ex, non sapevo nulla"
L’esponente del Pd non è indagato, ma viene citato nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche la sorella di Ornella Muti. Inoltre, ha collaborato subito con i carabinieri
Quattro consegne di cocaina tra settembre e ottobre del 2019 presso la sua abitazione. Quantitativi imprecisati, con l’eccezione di un caso dove è stato appurato il controvalore della merce, pari cioè a 930 euro. Tommaso Cerno, senatore del Pd non indagato, viene citato nell’inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti che coinvolge anche la sorella di Ornella Muti, Claudia Rivelli, 71 anni. La notizia è riportata da diversi giornali, tra cui il Corriere della Sera.
La posizione del senatore
Il quotidiano milanese ricostruisce la posizione di Cerno, che compare come presunto cliente della cosiddetta “famiglia romana”, nome d’arte del duo Danny Beccaria e Clarissa Capone. Proprio quest’ultima effettua le consegne a domicilio presso l’abitazione del senatore, che non figura però come acquirente diretto bensì con il tramite di un altro soggetto identificato. A Cerno si è risaliti dall’indirizzo della consegna e dal telefono del suo ragazzo di allora che ha materialmente effettuato le ordinazioni, dicendo che erano anche a nome suo. I due pusher riscontrati nelle indagini non hanno mai svelato l’identità di Cerno negli interrogatori, mentre nelle intercettazioni dei carabinieri del Nas, coordinati dal pm Giulia Guccione e dall’aggiunto Giovanni Conzo, figurava come “il politico” o “il senatore”.
Cerno: “Non ne sapevo nulla, mai avuto rapporti con i pusher”
Secca la posizione di Cerno: “Sapevo tutto di questa vicenda rispetto alla quale sono completamente estraneo e ho collaborato subito con i carabinieri. All’epoca ero fidanzato con un ragazzo che aveva dei problemi. Evidentemente quando non ero a casa ha ricevuto gli spacciatori presso la mia abitazione per farsi consegnare cocaina. Io non ne sapevo nulla, né ho mai avuto rapporti con nessuno di loro. Quando mi hanno avvisato, i carabinieri mi hanno anche detto di informarli se ci fossero stati problemi, ma nessuno mi ha mai avvicinato. Ho voluto bene a questa persona e sono molto dispiaciuto per lui anche se la nostra storia è finita da tempo”.
L’operazione del 2019
Trentanove in totale le persone arrestate nell’ottobre 2019, cinque già mandate a processo con rito immediato, a cui se ne sono aggiunte altre trenta sei giorni fa, dopo la chiusura delle indagini da parte della procura. Come avveniva a casa di Tommaso Cerno, le consegne avvenivano a domicilio anche nel periodo di lockdown. Ma i centri di spaccio erano anche alcuni locali della “Roma bene”.
Lo spaccio di droga
La sostanza più richiesta era la cosiddetta “droga dello stupro”, facilmente confondibile con altri liquidi cambiandone l’involucro. Un espedente usato anche da Rivelli, che la smistava al figlio a Londra camuffandola da shampoo (indizio di rilievo, secondo gli inquirenti, a carico dell’ex attrice). Coinvolti anche vigili urbani, funzionari di banca e dell’Agenzia regionale delle case popolari, un alto ufficiale dell’esercito che riceveva le consegne in caserma. Nelle indagini i Nas hanno individuato e registrato 16 nuove sostanze mai giunte prima in Italia.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/02/16/news/droga_stupro_tommaso_cerno_inchiesta-337899123/
Droga dello stupro, svolta nell'inchiesta: si indaga su due morti. Il senatore Cerno tra i clienti
NO A CERNO IL PREMIO EPIFANIA
Assegnare il Premio Epifania a Tommaso Cerno rappresenta tutta la deriva della nostra società verso un degrado culturale e sociale irreversibile.
L'amministrazione tarcentina invece di dare una sterzata utilizzando modelli positivi, innalza a degna di premio una persona che rappresenta un modello degenere da moltissimi punti di vista.
Tommaso Cerno rappresenta l'arrivismo a scapito dell'etica e del lavoro, l'immoralità a servizio del potere, la ferocia dialettica utilizzata per demolire gli altri, per il mero tornaconto personale e della fazione da cui viene sostenuto in quel momento.
Cerno è un voltagabbana imperituro e impenitente, che fa della sua ferocia giornalistica la cifra stilistica attraverso la quale colpisce l'avversario designato di volta in volta da chi lo assolda.
Cerno non può essere considerato un punto di riferimento, un "figlio del Friuli", come dice l'assessore regionale Barbara Zilli, perché il suo messaggio è un messaggio DIVISIVO.
La scelta stessa su Cerno è DIVISIVA.
Cerno ha cambiato partiti e casacche di continuo. Fomenta l'odio. E l'amministrazione Tarcentina ancora una volta gratifica gli amici degli amici, consegnando un premio per garantirsi favori presenti e futuri. Clientelismo culturale in funzione di favori politici futuri.
Questa amministrazione comunale che, dai partiti di riferimento con i quali sono stati eletti, promuove la Famiglia Tradizionale, con questa scelta dimostra che questa etica vale per gli altri e mai per loro.
Quindi esprimiamo questa contrarietà perché si deve sapere che non tutti sono d'accordo di questa situazione.
domenica 1 novembre 2015
L’Assessorato alla Sottocultura
Stamattina mi sono recato a Villa Moretti per vedere la
mostra “dimensioni dell’arte” che è stata ampiamente pubblicizzata. Purtroppo,
mi è stato impossibile dare un giudizio visto che i cancelli erano chiusi.
Eppure sono andato in orario di apertura e c’era anche un signore di Roma che
ha chiesto a me delucidazioni su come entrare. Io chiaramente, non ho potuto
dare una risposta.
Rientrando, comunque in una magnifica giornata di sole, mi
sono chiesto: cosa ci troviamo dopo quattro anni e mezzo di attività di questo
assessorato? Se l’assessorato ai lavori pubblici fa costruire una strada o fa
costruire un ponte, le opere si vedono, sono tangibili, con i loro pregi e i
loro difetti. Ma anche i soldi spesi da un assessorato alla cultura possono
essere valutati in termini pratici. E allora mi chiedo, quale è il progetto di
fondo dell’attività culturale dall’assessorato alla cultura di Tarcento? Dove
sono le strutture intellettive e mentali proposte per la gente di questo
territorio? Quale è il legame delle quattro mostre messe in piedi rispetto alle
difficoltà della vita e delle esigenze della gente?
Quello che mi preoccupa è che questo modo proposto di approcciare
la realtà, assolutamente sganciato dall’affanno che la maggior parte della
popolazione si trova ad affrontare ogni giorno, sia un ulteriore fardello che
questa terra deve sopportare, nonostante l’estremo bisogno di un cambiamento di
passo.
La colpa grave, oltre a continuare a distogliere risorse
pubbliche per attività futili, è che le idee dei giovani sono lasciate marcire.
Le avanguardie non ci sono. Il futuro non è presente e non è contemplato. E nel
contempo, non c’è una modulazione dell’offerta e nemmeno una proposta culturale
che investa tutta la popolazione nella sua interezza. Quindi, se vogliamo andare
a vedere anche dall’altra parte e non solo concentrarsi sull’incapacità di
captare le esigenze dei giovani, racconto che mi sono ritrovato alla apertura
dell’anno accademico dell’Università della Terza Età del Tarcentino dove non c’era nessun
rappresentante dell’amministrazione comunale, nessun rappresentante del
consiglio e men che meno dell’assessore alla cultura!
Ci troviamo quindi, con questo assessorato, di fronte all’espressione
di una cultura di parte, ma nemmeno elitaria. Non abbiamo punte di cultura che
ci aprano gli occhi su diversi scenari (economico, industriale, storico,
letterario, scientifico, giuridico, turistico-alimentare). Se
nell’amministrazione precedente l’assessorato alla cultura era stato
praticamente chiuso, per manifesta incapacità e di ruolo non confacente dell’assessore,
ora siamo giunti alla post-ricolonizzazione delle strutture pubbliche per fare
attività da circolo privato. Di livello nemmeno dopolavorista.
Questo assessorato, è l’espressione della gerontocrazia,
male tutto italiano. Dove non solo gli anziani sono andati in pensione
piuttosto giovani, ma hanno alle volte delle pensioni più alte degli stipendi
della popolazione attiva lavoratrice. Una distorsione malefica che renderà la
vecchiaia difficilissima a chi la dovrà affrontare tra 10, 20 o 30 anni. E le
cui conseguenze le vediamo già ora nella popolazione con esodati, disoccupati
40-50enni, cassaintegrati, eccetera eccetera. Ad esempio, l’assessorato, invece
di organizzare mostre per far appendere i quadri all’assessore al bilancio,
dovrebbe organizzare corsi ed attività per recuperare queste professionalità o
per stimolare di più quelle di giovani che sono disoccupati mantenuti a casa
dai genitori, senza un futuro, a vent’anni!
Ma il punto è che essendosi impossessati anche dei gangli
culturali, aggrappatisi come cozze allo scoglio, questa pseudo classe
dirigente, ci destina a subire anche una insipida e velleitaria espressione
intellettiva. Che è pure volgare quando si vezzeggia con i soldi di tutti di
risultati inesistenti. Vedasi a tal proposito la serata di premiazione di
Cappello a Tarcento: una passerella avulsa dal contesto sociale e produttivo
tarcentino che è finita in niente. Visto che poi a Cappello si sono fornite
altre passerelle, tutte pagate con i contributi pubblici, dove i sorrisi e le
lodi si sprecavano, a scapito di tutti quelli che a lavorare ci devono andare
veramente. A Tarcento le serate sarebbero dovute andare in tutt’altra
direzione!
Questo assessorato quindi si caratterizza non per proposta
culturale ma appunto per sottocultura e clientelismo culturale, se non alle
volte anche familistico. Passerelle fatte fare agli amici, perché tali. Sottocultura
stantia, che non sa di naftalina, ma proprio di muffa, di marcio. Ci fa perdere
occasioni perché bloccati su ideologie di 50 anni fa.
E il sindaco? “Bire e Balon”! Queste sono altre forme di
sottocultura, che vanno bene per la domenica, ma gli altri giorni della settimana
servirebbe qualcosina in più, in attesa della prossima beatificazione di
Cappello a spese dei contribuenti.
Andrea Meneghetti
giovedì 12 dicembre 2013
MANIFESTAZIONE - MANDATE A DIRE ALL'IMPERATORE!
Manifesteremo contro lo sperpero delle risorse pubbliche, contro il
clientelismo e le forme ostentate della falsa cultura:
VENERDI’ 13 DICEMBRE 2013
DALLE ORE 19:30
FUORI DELL’AUDITORIUM DELLE SCUOLE MEDIE
lunedì 9 dicembre 2013
MANDATE A DIRE ALL’IMPERATORE
MANDATE A DIRE ALL’IMPERATORE
Mandate a dire all’imperatore che il mondo è cambiato,
mandategli a dire che lui non ci rappresenta più,
mandategli a dire che il mondo sul quale si è arroccato si sta
sfaldando.
Mandate a dire all’imperatore che la sua cultura dozzinale è
morta;
mandategli a dire che la sua cultura senza congiuntivi è
scarsa in partenza, perché è una cultura che non produce ricchezza in quanto settaria
e distorta nei contenuti;
mandategli a dire che la sua cultura è stata un vezzo per
provare a distinguersi, ma che invece ci ha rinchiuso in un ghetto di povertà;
mandategli a dire che purtroppo questa sua idea di cultura non
lascia tracce indelebili, ma anzi toglie forza all’espressione delle
avanguardie.
Mandate a dire all’imperatore che i diritti di cui si
riempie la bocca sono anche quelli degli altri;
mandategli a dire che quando prende voti turlupinando i
giovani dicendo che gli darà spazi, deve ricordarsi che i giovani non sono
soltanto i suoi di figli e quelli della sua congrega;
mandategli a dire che farsi paladino della Pace sulla carta
e autoimporsi come tale nelle istituzioni pubbliche significa anche il rispetto
degli altri e delle altrui idee;
mandategli a dire che quando nelle campagne elettorali per
racimolare voti usa come vessillo "la difesa delle donne contro le forme di
violenza", deve davvero rispettare la differenza di genere, dandogli spazi e non
offendendole in maniera greve e volgare per eliminarle politicamente.
Mandate a dire all’imperatore che il sistema clientelare dei
sui amici e delle sue poltrone non si sostiene più economicamente;
mandategli a dire che la tecnica dell’impallinamento delle
persone con qualità ma che potevano anche criticarlo non ha portato giovamento
alcuno;
mandategli a dire che essersi creato una schiera di
collaboranti nani dal punto di vista culturale e intellettivo, ha manifestato apertamente
tutte le sue carenze e ci ha lasciato tutti più poveri.
Mandate a dire all’imperatore che non gli pagheremo più la
pensione e che non vorremmo più pagare le prebende sue e dei suoi amici;
mandategli a dire che anche lui ha reso questa Italia
invivibile e clientelare;
mandategli a dire che per noi può crollare tutto definitivamente
e che questo cambiamento si porti via anche lui.
Andrea Meneghetti
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